mercoledì, maggio 31, 2017

Le api nella simbologia napoleonica

Le api trovano da sempre il loro posto nell'araldica.

Esse sono considerate simbolo di operosità, lavoro e dolcezza, ma anche di immortalità e resurrezione.

Le api in araldica sono sempre rappresentate dal dorso con le ali leggermente aperte e quasi sempre esse sono dorate. Raramente esse si trovano negli stemmi gentilizi ( una delle eccezioni è la famiglia Barberini).

api napoleoniche


Napoleone adottò le api come uno dei simboli dell'Impero.

Secondo gli studi condotti dallo stotico Jean Tulard, fu Cambaceres a scegliere l'ape come rappresentazione simbolica dell'Impero.

Secondo la tesi del Duca di Parma l'ape era la perfetta rappresentazione della Francia: una repubblica con un solo capo.

Approfondimenti:La biografia di Napoleone di Jean Tulard

Qualche altro studioso sottolinea come l'ape in Egitto sia simbolo di obbedienza e fedeltà per cui Napoleone potrebbe aver preso la decisione di adottare tale fregio durante la campagna d'Oriente.

Le api nell'araldica napoleonica


Otre che sul mantello imperiale le api erano presente sugli ornamenti dei principi che portavano un capo azzurro con api d'oro.
stemma napoleonica

Le api comparivano anche negli stemmi delle cosiddette "Bonne Ville", che erano città che godevano di particolari privilegi.
I sindaci di queste città (circa una quarantina), infatti diventavano automaticamente baroni dell'Impero. Gli stemmi delle Bonne Ville avevano un capo rosso con 3 api d'oro.
La bandiera con 3 api fu anche quella dell'Elba durante il periodo del primo esilio di Napoleone.

bandiera elba


Come giudicavano i contemporanei di Napoleone la scelta simbolica dell'ape?


Sempre secondo Tulard un giudizio positivo veniva da Jean Gerard Lacuèe che ricoprì l'incarico di ministro dell'amministrazione di guerra. Secondo Lacuèe l'ape era simbolo di dolcezza (miele) e di potenza della spada (pungiglione).
Critico, invece il giudizio di Segur che vedeva nell'ape solamente la simbologia dell'operosità e non quella della potenza dell'Impero.

Napoleone era più propenso a dare al simbolo delle api il significato di immortalità e resurrezione.

Il simbolo delle api: l'ipotesi più accreditata

Napoleone prendeva da solo le proprie decisioni, ma amava ascoltare i consigli degli uomini a lui più vicini, quelli più fidati.

In tema d'arte una sola persona aveva il privilegio di essere ascoltata dall'Imperatore: quest'uomo era Vivant Denon.

Quando nasce la discussione sui simboli le possibilità si restringono a queste possibili scelte:
Gallo, Elefante, Leone, Aquila e Ape.

E' proprio Denon ad avere l'ultima parola. L'aquila diventa il primo simbolo con evidente richiamo all'Impero Romano, mentre il legame con le api viene fatto risalire all'origine della dinastia franca dei Merovingi e più precisamente a Childerico I.

Dominique Vivant Denon


Fermiamoci un attimo e cerchiamo di tracciare la figura di Vivant Denon.

Denon conobbe Napoleone quando il futuro Imperatore era un novello generale che cominciava a frequentare i salotti parigini. Denon riuscì a scorgere subito il genio incipiente di Napoleone e cercò di conquistare i suoi favori.
C'è un aneddoto che narra di un ricevimento che Denon diede in onore del generale Bonaparte in cui venne offerto agli ospiti solamente della limonata perchè Napoleone non amava i liquori.

In seguito Denon divenne il consigliere artistico dell'Imperatore.
Era Denon che suggeriva a Napoleone quali opere dovessero essere requisite e trasferite in Francia. Egli seguì Bonaparte in Egitto.

(Approfondimento- le conquiste culturali della Campagna d'Egitto)

Denon divenne direttore del museo centrale delle arti che raggruppava tutti i più importanti musei di Francia compreso il Louvre.


Per chi volesse saperne di più su Dominique Vivant Denon consiglio di leggere il seguente articolo:
Vita e opere di Dominique Vivant Denon gentiluomo.

Torniamo alle api e al legame con la dinastia Merovingia.

Dobbiamo fare un passo indietro nel tempo fino al 1653 anno in cui  presso la chiesa di St Brice vicino a Tournai fu ritrovato il tesoro di Childerico I, figlio di Meroveo, primo sovrano accertato della dinastia Merovingia.
Questo tesoro era composto da due fastose spade, da anelli e bracciali d'oro. e da 300 api anch'esse d'oro che ornavano il vestito di Childerico.

Il tesoro fu consegnato all'arciduca Leopoldo Guglielmo governatore dei Paesi Bassi per conto del re di Spagna.

tesoro childerico
Tavole di Chifflet


Il tesoro oggi è quasi del tutto scomparso, dopo varie peripezie e dopo essere passato per svariate mani, ma di esso ne conosciamo l'esatta composizione grazie alle tavole che ci ha lasciato il medico di Leopoldo Guglielmo, Jean Jacques Chifflet.



Conclusioni


Napoleone oltre a essere un grande stratega e un abile uomo di Stato era anche un grande comunicatore. Egli sapeva parlare al cuore soprattutto dei suoi soldati da cui otteneva spesso più di quanto ci si potesse aspettare.
Napoleone non trascurava nulla per cui riconosceva la potenza dei simboli, era consapevole che attraverso di essi venivano comunicati messaggi, nemmeno troppo nascosti che dovevano colpire sia i sudditi che i nemici.