Come riconoscere l'impronta del genio in Napoleone  

Posted by: Antonio Grillo in , , , , , , , , ,

Napoleone era un genio già dall'infanzia o lo è diventato? 

 Enfant Prodige


Napoleone

Quando ci troviamo di fronte ai cosiddetti "enfant prodige", sappiamo tutto della loro infanzia, delle loro gesta compiute in giovane età, come nel caso di Mozart o di Schubert, perché i biografi sono attenti alle prodezze dei piccoli prodigi e ne riportano fedelmente le storie.

In questi personaggi l'impronta del genio è palese fin dai primi anni di vita.

La maggioranza degli enfant prodige fa parte della categoria degli artisti, molto spesso figli d'arte. 

Scrittori, musicisti, pittori e in epoca più recente attori di cinema o di teatro si tramandano le capacità, probabilmente scritte nel loro patrimonio genetico. Doti che appaiono chiare già dai primi anni di vita.

La precoce genialità viene , quindi favorita oltre che dalle capacità e dal talento , da un contesto familiare favorevole.

napoleone


Il genio Napoleonico


Nel caso di un personaggio storico la cui affermazione è avvenuta più in là negli anni si cerca di effettuare il percorso inverso e ricavare notizie sulla sua infanzia. Difficile, andando a ritroso,  per gli storiografi trovare fonti attendibili. 
Alta la possibilità di storie inventate al solo scopo di compiacere il potente di turno. E' accaduto così anche per Napoleone, che ebbe un'infanzia del tutto ordinaria, pure se concentrata in un periodo storico di grandi stravolgimenti e non certo tranquilli; basti pensare che la madre, Letizia Ramolino era su un campo di battaglia quando portava nel grembo Napoleone.

Aneddoti  veri e falsi


bonaparte


Quando, però la sua parabola raggiunse il punto più alto, quando il giovane Corso divenne Imperatore dei Francesi, vennero fuori a iosa, aneddoti, racconti relativi alla sua infanzia, alcuni palesemente inventati, altri più verosimili.
L'intenzione era quella di dimostrare la presenza del genio già nei suoi primi anni di vita.
Accadeva lo stesso ai grandi eroi del passato come nel caso di Achille che si pensava fosse stato allevato e nutrito con il midollo di un leone.

La storia si tramuta in leggenda.

 A Napoleone queste storie non facevano piacere, egli era pienamente un uomo dei suoi tempi, per lui il successo proveniva, del talento accoppiato al lavoro indefesso .

 Il merito era l'aspetto più importante e non i natali .Anche quando qualcuno voleva affibbiargli nobili origini lui si scherniva affermando si sentirsi il primo della sua dinastia.

 Tralasciando le iperboli e volendo restare agganciati solamente ai fatti comprovabili e conosciuti, andiamo a vedere quali erano i giudizi dei contemporanei sulle qualità di Napoleone quando era un ragazzino o un giovane uomo.

Un passo indietro


napoleone


Per fare questo excursus ritorniamo al 1779, Napoleone ha dieci anni e suo padre Carlo può fargli frequentare la scuola militare di Brienne. Un'occasione che deriva dall'amicizia col commissario francese Marboeuf (qualche malalingua afferma che l'amicizia era dovuta alle attenzioni rivolte a M.me Bonaparte) e che il padre di Napoleone coglie al volo anche per dimostrare e identificare la Corsica con la Francia.

In seguito egli passa alla scuola militare di Parigi.

 Napoleone non è ben accetto a Brienne dai suoi compagni, anche perché viene fuori il suo carattere schivo e solitario, ma nello stesso tempo si intravedono le sue caratteristiche di leader.


Le testimonianze dei contemporanei


napoleone a cavallo


Da questo punto in poi mettiamo insieme le dichiarazioni delle persone che vennero in contatto col futuro Imperatore dei Francesi.

Cominciamo dal Vescovo che esitava a impartirgli la Cresima perché non trovava sul calendario San Napoleone:

  •  " Ci sono un gran numero di Santi" proruppe Napoleone "e il calendario ha solo 365 giorni". Il Vescovo colpito da tale sicurezza non esitò a somministrargli il Sacramento 

Il Professor Domairon di Brienne così lo definiva:

  • "Granito riscaldato nel vulcano" 
Passiamo all'eroe corso, Pasquale Paoli:

  • " O giovane tu sei fatto all'antica tu sei, degli nomini di Plutarco" 


Pichegru, il generale francese, coinvolto in un tentativo di golpe realista


  •  "Non perdete il vostro tempo, io l'ho conosciuto nella sua infanzia. Egli ha un carattere inflessibile, se ha preso un partito non lo cambierà" 
Il professor di storia

  •  Corso di Nazione' e di carattere, questo giovine opererà' grandi cose, purchè, le· circostanze siangli favorevoli 

Il Cavalier de Keralio, ispettore dell'esercito che lo propose alla scuola militare di Parigi, a chi sollevava delle perplessità così rispondeva

  •  "So,io quel che fo," rispose;" ravviso in lui una favilla che non si 'coltiverà mai abbastanza" 
Cosa possiamo dedurre da queste affermazioni? 

Non si può certamente desumere la futura carriera di Napoleone, ma alcuni tratti del suo carattere vengono fuori in maniera prepotente e molti di essi contribuiscono in modo decisivo al suo destino d' Imperatore e Generale.

I tratti di un genio


napoleone imperatore


Cominciamo dalle parole di Louis Domairon, professore di belle lettere. Quel granito riscaldato nel vulcano tratteggia Napoleone come un uomo di grandi passioni, ma fermo e risoluto.

Come non vedere in queste parole, l'amante passionale di Giuseppina che però per la ragion di Stato la ripudia pur di donare un erede alla sua dinastia?

Le parole di Paoli?
Quel giovane che è un "vecchio" nel modo di pensare, attratto dalle gesta degli eroi della Storia non raffigura il Napoleone patriarcale attaccato alla famiglia, quello che cerca di ripetere il percorso di Alessandro Magno, colui che sogna d'invadere le Indie? 

Se vuoi saperne di più su Pasquale Paoli leggi questo articolo.


Il passato, la storia che ritorna nella sua vita con l'impero tanto simile a ciò che accadeva 2000 anni prima a Roma?

Pichegru fa riferimento, invece alla sua testardaggine, al suo voler ascoltare tutti, ma decidere da solo. 
Quante battaglie ha vinto Napoleone seguendo il suo istinto? 
Inflessibile nelle sue decisioni, Napoleone non tornava mai indietro come accadde nell'episodio della morte del Duca d'Enghien

Il professor di storia, è consapevole che c'è del genio in Napoleone, ma sa che come spesso accade saranno le circostanze a decidere della sua sorte. 

La sorte fu spesso benevola con Napoleone a cominciare dal fatto che egli visse in un periodo di grande instabilità politica e sociale come quello successivo alla Rivoluzione Francese ( leggi: Napoleone e la Rivoluzione Francese), per continuare con l'incontro con Giuseppina che gli spalancò le porte dei potenti di Francia, senza dimenticare il prode Muiron che gli salvò la vita ad Arcole


Di episodi come questi se ne potrebbero citare tantissimi come la traversata dall'Egitto in Francia senza incrociare le navi inglesi di Nelson


La stella di Napoleone fu sì fulgida anche in virtù di alcune circostanze favorevoli come aveva predetto il suo professore di storia.

 Infine il Cavalier di Keralio che lo propone per la scuola di Parigi, non tanto, o almeno non solo per i talenti scolastici di Napoleone, ma perché intravede quel fuoco, quella favilla come egli ben carpisce che non deve essere ostacolata, ma incoraggiata.


 Conclusioni


napoleone a cavallo


 L'infanzia di Napoleone non contiene fatti eclatanti,

Il giovane Bonaparte nella normalità dei suoi primi anni di vita ha mostrato, però alcune caratteristiche che ritroveremo ben presenti nel Napoleone maturo, nel generale vittorioso di mille battaglie o nell'uomo di Stato che si siede al fianco di Re, Principi e Zar guardandoli spesso dall'alto verso il basso.

E' interessante, quindi dare uno sguardo serio, approfondito ai primi anni di vita di Napoleone alle sue frequentazioni delle scuole militari.
E' importante conoscere come si sia formato il suo carattere, quali influenze abbiano avuto i contatti di quell'epoca.

Napoleone nacque genio o furono le circostanze e il suo carattere a porlo su un trono e a dominare l'Europa intera?

L'Imperatore avrebbe preferito di gran lunga la seconda ipotesi, ma non si può negare che l'impronta del genio era ben presente in lui già dai primi anni di vita.

Cosa ne pensate?

Potrebbe interessarti: 1810 : LE MARIAGE DE NAPOLÉON IER ET MARIE-LOUISE D’AUTRICHE

Napoleone e il popolo  

Posted by: Antonio Grillo in , , , , , ,

napoleone a cavallo


Napoleone e il popolo, un rapporto difficile.


Napoleone fu uomo del popolo, nel senso che divenne uno degli uomini più potenti che la Storia ricordi, provenendo da una famiglia che aveva sì qualche origine nobiliare, ma che in fondo si può definire popolare.

Napoleone fu uomo del popolo anche perché riuscì a farsi amare dalle fasce meno abbienti, da quelle socialmente più in basso.

Il popolo si riconosceva nel "Piccolo Caporale", ne ammirava il coraggio, ma soprattutto apprezzava il modo in cui era riuscito a conquistarsi il potere. In questo Napoleone rappresentava in tutto e per tutto un uomo della Rivoluzione. Il merito, l'abilità personale potevano consentire a tutti di elevarsi, non c'erano più le gabbie delle classi sociali a imprigionare i talenti. Per Bonaparte dei tre motti simboli della Rivoluzione: "Fraternité, Liberté, Egalité", teneva in considerazione principalmente quest'ultimo. Era l'eguaglianza il principio su cui si fondava il suo pensiero. Quella eguaglianza che poteva consentire a un soldato di diventare Maresciallo e a lui stesso di divenire Imperatore.

Napoleone era uomo del popolo, ma temeva gli eccessi delle masse.

imperatore napoleone


Ecco una testimonianza diretta.

Siamo al 20 giugno del 1791, Napoleone è spettatore dell'assalto alle Tuileries da parte dei Parigini.

Ecco il suo resoconto:

"Suvvia, come si è potuto permettere che entrasse questa canaglia? Bisognava accopparne quattro o cinquecento con il cannone e il resto sarebbe fuggito.
Sette, ottomila uomini armati di picche, di asce, di spade, di fucili, di spiedi e di bastoni si sono diretti verso l'Assemblea per portarvi una petizione.

Poi, invece si sono recati dal re (Luigi XVI).

I giardini delle Tuileries erano chiusi e protetti da 1500 guardie nazionali. I dimostranti hanno abbattuto le porte, sono entrati nel palazzo e hanno puntato i cannoni contro l'appartamento del Re.

Dopo avere abbattuto quattro porte hanno presentato al Re una bianca e l'altra col tricolore.

"Scegli dunque" gli hanno detto "se vuoi regnare qui o a Coblenza" Il Re si è mostrato conciliante e ha indossato il berretto rosso.

Quando mi hanno detto ciò ho capito che il regno di Luigi XVI era finito, perché non ci si risolleva dalle umiliazioni."

L'episodio, però che colpisce di più Napoleone è quello del 10 agosto 1792.

" Al suono delle campane a martello e alla notizia che si dava l'assalto alle Tuileries, corsi al Carrousel.
Prima di arrivare mi imbattei in un gruppo di uomini repellenti, che portavano una testa in cima a una picca.
Trovando che avevo l'aria di un Signore, pretesero che gridassi

 "Viva  la Nazione"

Cosa che feci senza nessuna fatica come ben si può immaginare,

Il Castello veniva attaccato dalla più bieca canaglia. Dopo che fu espugnato e il re portato all'interno dell'Assemblea, mi azzardai a penetrare nel giardino.

Dopo la vittoria dei Marsigliesi, ne vidi uno in procinto di uccidere una guardia del corpo.

Gli dissi:

  • " Uomo del Mezzogiorno risparmiamo questo poveretto?".
  • "Sei del Mezzogiorno?"
  • "Sì"
  • "Allora risparmiamolo"


Se Luigi XVI si fosse mostrato a cavallo, la vittoria sarebbe stata sua."

napoleone vecchio


Da queste due testimonianze ben si comprende l'atteggiamento di Napoleone nei confronti degli eccessi popolari.

Bonaparte è dalla parte dell'ordine costituito. Probabilmente in questo suo modo di pensare, grande importanza è da attribuire ala sua formazione di soldato. C'è, infatti da ricordare che egli fin dalla più tenera età fu educato seguendo la rigida disciplina militare,  Già all'età di 9 anni, egli entrò alla scuola militare di Brienne  e da quel momento fu un soldato nel corpo e nell'anima.


L'ordine sociale era per Napoleone, poi diretta conseguenza del suo ordine mentale. Bonaparte, infatti era un grande appassionato di matematica ( gli si attribuisce anche un teorema di geometria, quello che per l'appunto viene definito, il teorema di Napoleone).


teorema_napoleone


L'Imperatore era anche un bravo giocatore di scacchi, altro gioco in cui la logica e l'ordine la fanno da padrone.




Conclusioni


Napoleone uomo del popolo, eletto del popolo, amato dal popolo, non ricambiò mai completamente questo sentimento.

Egli non credeva nel governo dei molti,  pensava che le masse dovessero essere guidate dai migliori. Anche quando una rivolta popolare gli poteva salvare il trono, quando nel 1814 una sollevazione gli avrebbe consentito di rimanere a capo della nazione preferì l'abdicazione e poi l'esilio all'Elba.