domenica, maggio 29, 2016

Le conquiste culturali della Campagna d'Egitto

Napoleone in Egitto


Napoleone in Egitto, realizzò un sogno, intraprese un'impresa al di là d ogni immaginazione. Egli conquistò vittorie, accrebbe la propria fama,  ma dopo che Nelson mandò a picco la flotta francese ad Abukir divenne chiaro nella sua mente Bonaparte che l'avventura in oriente poteva trasformarsi in una trappola mortale.

Le vie di comunicazione con la Francia, infatti non esistevano più e la permanenza in quei luoghi con un esercito devastato da battaglie, dal clima e dalle malattie non poteva protrarsi all'infinito.

Le notizie che venivano dalla Francia non lo confortavano da nessun punto di vista.
Il Direttorio era in difficoltà, le conquiste di Napoleone in Italia erano ormai un pallido ricordo con l'Austria che aveva riconquistato i territori perduti, e già nell'aria si sentiva il profumo di un possibile colpo di Stato.

Da un punto di vista personale, poi Bonaparte era inquieto. Egli aveva avuto le prove dei tradimenti di Giuseppina ed era determinato a tornare in patria e mettere fine al suo matrimonio, spinto anche dalla sua famiglia d'origine.

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Era giunto il tempo di far ritorno in Francia.


L'impresa non si prospettava affatto facile. Napoleone non aveva flotta d'appoggio e il Meditteraneo era pattugliato dalle navi inglesi.

napoleone egitto

Napoleone non disperò e cercò di pensare a una via di uscita.  Due le soluzioni possibili, rischiose, al limite della follia. La prima era quella di tentare di portare le truppe verso l'India, la seconda era quella  di tornare in patria seguendo la via dei Balcani attaccando la Turchia che proprio in quei frangenti si era alleata con l'Inghilterra.

Imprese di fatto irrealizzabili, ma non c'è da dubitare che il genio napoleonico poteva riuscire dove nessuno avrebbe nemmeno pensato di tentare. Nessun altro uomo al mondo avrebbe mai pensato a simili possibilità, ma Bonaparte non era uomo comune.

Alla fine Napoleone dovette arrendersi all'evidenza dei fatti.
L'unica strada per far ritorno in Francia era quella via mare cercando di eludere le navi inglesi.

Seppur con un pizzico di fortuna l'impresa riuscì.

La storia successiva è nota a tutti, Napoleone riuscì a rientrare sul suolo francese conquistò il potere che mantenne per circa vent'anni

napoleone egitto

La conquista dell'Egitto, con le vittorie e le imprese militari che ne conseguirono fu una tappa importante nel percorso che portò Napoleone al potere , ma  essa ebbe dei risvolti ancora maggiori se la si esamina dal punto di vista delle scoperte scientifiche.

Napoleone, infatti non imbarcò solo soldati quando partì alla volta delle lande orientali, ma con sè viaggiarono studiosi, scienziati, ingegneri, il fior fiore della cultura francese che si ritrovò a stretto contatto con una civiltà da tempo inesplorata.
Ecco la lista completa degli scienziati al seguito della spedizione
scienziati campagna d'egitto


Ma leggiamo le parole del futuro Imperatore che come sempre ci danno un'idea chiara e precisa:


napoleone egitto


"Per la prima volta dai tempi dell'Impero romano una nazione civile, che aveva a cuore le arti e le scienze, si accingeva a vedere da vicino, a riesumare, a esplorare quelle rovine che per tanti secoli avevano attratto la curiosità degli eruditi"


Tante le scoperte che i dotti al seguito di Napoleone fecero in Egitto. La più importante e famosa è il ritrovamento della stele di Rosetta, un'iscrizione in tre lingue che svelò il mistero della comprensione dei geroglifici.

Non solo la decriptazione dei geroglifici, dagli studi condotti in Egitto scaturì la più monumentale opera scritta su quei luoghi un'enorme raccolta di dati, la cosiddetta "Descrizione dell'Egitto".

E come non ricordare l'opera di Vivant Denon, il cosiddetto "occhio di Napoleone" che scrisse il suo  Voyage dans la Basse et la Haute Egypte (liberamente scaricabile:clicca qui). Denon riportò fedelmente in più di 400 tavole tutto ciò che aveva visto in Egitto. Possiamo dire che si trattava di un vero e proprio reportage dettagliato e dotto. L'opera ebbe un successo clamoroso, essa fu tradotta in decine di lingue e divenne punto di riferimento importante per tutti gli studiosi non solo dell'epoca.

Attraverso questi scritti la fama e la gloria di Napoleone crebbero sempre di più, si affermava con maggior forza l'idea di un Napoleone uomo del destino.

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giovedì, maggio 26, 2016

Dio me l'ha data e guai a chi la tocca

E' il 26 maggio del 1805 nel Duomo di Milano gremito di folla e sotto uno splendido sole si svolge l'incoronazione di Napoleone Bonaparte a re d'Italia.

Ecco come Napoleone stesso descrive la giornata.

" L'incoronazione è stata celebrata ieri con molta pompa. La chiesa era molto bela. La cerimonia è riuscita bene come a Parigi, con la differenza che il tempo era splendido. Prendendo la corona di ferro e mettendomela in testa ho aggiunto queste parole - Dio me l'ha data e guai a chi la tocca - . Mi auguro che sia una profezia."


dio me l'ha data


Ecco come Napoleone commentò, il giorno seguente la cerimonia dell'incoronazione che lo proclamò re d'Italia:

" L'incoronazione è stata celebrata ieri con molta pompa. La chiesa era molto bella. La cerimonia è riuscita bene come a Parigi con la differenza che il tempo era splendido. Prendendo la corona di ferro e mettendomela sulla testa, ho aggiunto queste parole: Dio me l'ha data e guai a chi latocca: Mi auguro che sia una profezia"

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martedì, maggio 17, 2016

Un curioso episodio: la Cresima di Napoleone

Tra i tanti aneddoti che circolano su Napoleone, mi piace citare questo che proviene dalla sua prima infanzia.


Siamo al giorno in cui Napoleone deve ricevere il sacramento della Cresima. In chiesa tutto è pronto per la cerimonia.

Ecco che il Vescovo si avvicina al giovane Bonaparte, ma resta un po' titubante.
Il prelato, infatti non sa se il nome di Napoleone corrisponde a quello di un Santo.

Sul calendario, infatti non esiste affatto un San Napoleone.


La situazione si fa tesa, ma il giovane Napoleone dimostra tutte le doti di eloquio, la rapidità dei suoi pensieri e delle sue azioni.
Ecco che quindi Bonaparte risponde pronto:

" Ci sono un gran numero di Santi e il calendario non ha che 365 giorni"

Colpito dall'affermazione, ma soprattutto dalla personalità del ragazzo il prelato lo Cresimò


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