Napoleone, un carattere speciale fin dall'infanzia  

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Lo spirito ribelle, l'intelligenza vivace, la testardaggine, l'inclinazione alla lettura e alla solitudine, il sentirsi speciale sono tratti del carattere di Napoleone che fin dalla prima infanzia emergono prepotenti.


La stessa Letizia, la madre del futuro Imperatore intravide nel suo secondogenito l'impronta di uno spirito superiore, quella di un genio.

Senza, pero una serie di circostanze, il destino non avrebbe potuto compiere appieno il suo corso.

  • Fu il Conte Marboeuf ad adoperarsi affinché Napoleone potesse studiare in Francia e approdare al collegio militare di Brienne. Prima tappa che lo avrebbe avviato alla carriera militare.
  • Fu poi, l'ispettore Keralis che decise di mandarlo alla scuola militare di Parigi, dove potette completare i suoi studi e diventare ufficiale dell'esercito francese.
Cosa sarebbe accaduto se questi due personaggi non avessero fatto capolino nella vita di Napoleone?

Probabilmente la storia avrebbe un corso diverso. Il giovane Bonaparte sarebbe rimasto in Corsica. Le sue doti lo avrebbero portato di fatto a essere il capofamiglia, gli avrebbero consentito di accrescere il patrimonio familiare, ma il suo genio sarebbe stato imprigionato nei confini di una piccola isola.

Nella vita di ogni grande uomo ci sono degli episodi che rappresentano delle svolte, delle pietre miliari che ne  contrassegnano l'esistenza. 

Mi piace, però pensare che Napoleone fosse un predestinato, che in un modo o nell'altro la sua stella avrebbe illuminato la sua epoca. Marboeuf, Keralis, Fesch siano stati degli strumenti, delle pedine necessarie sulla strada dell'Imperatore.





Napoleone il testardo  

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Napoleone difficilmente cambiava idea. 


L'Imperatore ascoltava tutti, ma alla fine era sempre la sua idea a prevalere. Una peculiarità del suo carattere granitico.

Testardo come di solito solo gli isolani sanno essere, ecco come lo descrive Pichegru:

" Io l'ho conosciuto nella sua giovinezza, il suo carattere è inflessibile; quando ha preso il suo partito, non lo cangerà mai".

Napoleon

Napoleone e la plebe  

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Pur abituato alle guerre e al sangue  Napoleone non sopportava affatto la cieca violenza della plebe.

Due furono le occasioni in cui potette assistere da vicino a delle insurrezioni popolari, entrambe le volte rimase disgustato dalla furia assassina e violenta delle masse popolari.

Per Napoleone gli insorti non erano che vili briganti, solo all'apparenza forti e invincibili, che un ufficiale forte e determinato avrebbe potuto disperdere con pochi colpi di cannone.

Bonaparte non cambiò mai la sua idea, infatti nel 1814 quando poteva invocare un'insurrezione popolare che poteva evitargli la capitolazione preferì a questa soluzione l'esilio.

10 agosto 1792

Napoleone: un predestinato  

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Letizia partorì Napoleone adagiata su un pezzo di tappezzeria con raffigurazioni degli eroi dell'Iliade.
Una strana coincidenza per chi sarebbe diventato un eroe di tempi moderni.


letizia ramolino

Napoleone, infatti è forse uno dei pochi personaggi della storia moderna a somigliare a un eroe epico.
Tutta la sua storia, dalla nascita in una piccola isola del Mediterraneo estranea alle lotte politiche e sociali dell'epoca, alla sua infanzia passata in Francia presso le scuole militare cui il padre Carlo era riuscito a iscriverlo grazie ai buoni uffici del Conte Marboeuf è un susseguirsi di coincidenze e fatalità che fanno di Napoleone un predestinato.


La Rivoluzione francese creò le condizioni per la sua ascesa, la conoscenza con Giuseppina così ben introdotta nei salotti parigini, la battaglia di Marengo la cui vittoria fu da ascrivere ai meriti di Desaix più che a quelli di Bonaparte furono circostanze uniche.

Per non parlare poi della rocambolesca fuga dall'Egitto e della traversata del Mediterranneo riuscendo a eludere la flotta di Nelson.
E ancora le epiche battaglie, la conquista dell'Europa, il divenire Imperatore dei Francesi, sedersi allo stesso tavolo di Re e Principi.
E cosa c'è di più epico, drammatico dell'incendio di Mosca e della ritirata di Russia?

L'ultimo atto da Imperatore a Waterloo dove la fortuna voltò le spalle a Napoleone non facendo arrivare Grouchy le cui truppe avrebbero cambiato le sorti della battaglia e forse della storia dell'Europa.

Epica anche la conclusione della sua parabola terrena a Sant'Elena.
Napoleone relegato nell'ultimo angolo del mondo, torturato psicologicamente dal truce Hudson Lowe riuscì a costruire attraverso le parole del Conte di Las Cases, nel più celebre dei memorialila sua leggenda.

Ora Sant'Elena è più vicina  

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Quasi pronto l'aeroporto che consentirà di raggiungere l'isola, ultima meta dell'Imperatore.


I voli sono previsti da Londra e raggiungeranno la piccola isola che si predispone e prepara ad accogliere i turisti che vorranno ammirare i luoghi dove Napoleone Bonaparte ha trascorso gli ultimi sei anni della sua vita in esilio.


Sant'Elena non potrà, però mai diventare un polo di attrazione turistica. Il suo clima, come ben testimonia lo stesso Napoleone nei suoi racconti è insalubre. 
A Sant'Elena, poi non ci sono spiagge incontaminate perché l'isola essendo di origine vulcanica presenta coste alte e scoscese.

Sant'Elena, però sarà sicuramente una meta obbligata per chi vorrà rendersi conto di persona di come Napoleone trascorse i suoi ultimi anni. Quali affanni e difficoltà dovette affrontare.
Un viaggio a Sant'Elena sarebbe come fare un salto nel tempo, rivedendo Las Cases ( leggi: il biografo dell'Imperatore) che scrive le memorie dettate dall'Imperatore, assistere ai colloqui tra Napoleone e il perfido Hudson Lowe ( leggi: il perfido carceriere) o contemplare la malinconia di Bonaparte chiuso nel suo dolore, attanagliato dalla nostalgia dei tempi che furono, distrutto nel morale e lontano dai suoi affetti.