Amo il potere  

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Napoleone e il potere.


Napoleone , in questo passaggio fornisce una sua personale definizione di potere.

Amo il potere come un musicista ama il proprio violino.

potere napoleone
Vive l'Empereur


Con queste parole, Bonaparte definisce l'ambizione al potere come parte costituzionale della sua persona. Amore viscerale per il comando, inclinazione naturale alla leadership.

Napoleone prosegue poi dicendo: amo il potere per trarne dolci accordi e armonia.

Il potere inteso, quindi come strumento al servizio degli altri e non come affermazione personale.
Concetto che poi è stato alla base di tutta la sua condotta di vita. Napoleone ha conquistato regni, ha vinto battaglie è stato a capo di una grande Nazione, ma il suo scopo non è mai stato quello di essere idolatrato.

Il potere come pane quotidiano, come fonte di vita.

Questa ricerca spasmodica del potere, questa ambizione particolare ha formato il suo carattere, dandogli un'energia fuori dal comune.

Un altro aspetto da sottolineare. Per Napoleone potere non voleva significare ricchezza. Certo non fu povero, ma alcuni suoi Marescialli lo furono più di lui. La ricchezza era una naturale conseguenza del potere, non lo stimolo o la ragione principale della sua ambizione.

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Ancora su Desaix  

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L'eroica morte di Desaix.

Desaix occupa un posto di primo piano nell'epopea napoleonica benché la sua scomparsa avvenga assai presto, a Marengo.

Una sconfitta a Marengo avrebbe cambiato i destini della Francia e quelli personali di Napoleone Bonaparte.

Marengo

Fu proprio Desaix, infatti ha essere decisivo durante la battaglia di Marengo. Napoleone, per una volta, non ci aveva visto giusto e la sconfitta era ormai certa. Solo l'intervento sul campo di battaglia da parte dell'intrepido Desaix, riuscì a sovvertire le sorti di quella che sembrava la fine delle aspirazioni di Bonaparte.

Napoleone, in un rimo momento cercò di minimizzare l'importanza di Desaix nell'esito della battaglia, poi però fu più sincero.

Ecco la descrizione di quanto avvenne attraverso le parole stesse dell'Imperatore.

" Desaix è stato colpito da una pallottola mentre la sua divisione cominciava la carica. Ha a vuto slo il tempo di dire al giovane Lebrun che era con lui 

 << Andate a dire al Primo Console che muoio con il dispiacere di non aver fatto abbastanza per vivere nella posterità>>

Leggi sull'argomento Desaix : le pallottole non mi conoscono più

Napoleone e il suicidio  

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Napoleone si occupava di tutto, dagli affari di Stato più importanti ai problemi più spiccioli.

Ad un certo punto si accorse dell'aumento del numero di suicidi tra i suoi soldati per "pene d'amore".
Lui stesso non era stato immune durante la prima campagna d'Italia da una passione travolgente per la neo sposa Giuseppina, malgrado ciò egli seppe far fronte all'impeto del suo cuore, dando inizio alla sua folgorante carriera militare.


vive l'empereur

Ecco le sue parole, come sempre illuminanti.

" Un soldato deve sapere vincere il dolore e la malinconia delle passioni; che ci vuole tanto autentico coraggio nel sopportare le pene d'amore quanto nel rimanere esposto alla mitraglia di una batteria. Abbandonarsi al dolore  senza opporre resistenza, suicidandosi è abbandonare il campo di battaglia prima di avere vinto"

Le pallottole non mi conoscono più  

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Napoleone narra come Desaix, durante la battaglia di Marengo, dove fu decisivo per sovvertire le sorti della stessa che sembravano segnate per i Francesi, avesse un triste presentimento per se stesso.


desaix


Queste le parole raccolte dall'Imperatore:

" Sono stato troppo tempo lontano dai campi di battaglia europei, le pallottole non mi conoscono più".

Un presentimento che si rivelò fatale, il prode Desaix morì da eroe.

Per approfondimenti: l'Immatura scomparsa del generale Desaix

Napoleone e le donne  

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Napoleone e le donne, un rapporto complicato anche se mai banale.

donne napoleone

La prima esperienza d'amore di Napoleone la si fa risalire al 1786, il futuro Imperatore dei Francesi è a Parigi. Ecco il racconto di quanto avvenne:

"Uscivo dagli Italiens e passeggiavo a grandi passi lungo i viali di Palais Royal. Ero sulla soglia della porta di ferro quando il mio sguardo si pose su una persona di sesso femminile. L'ora, la statura, la sua estrema giovinezza non mi fecero dubitare si trattasse di una mondana. La guardavo, lei si fermò. La sua timidezza mi incoraggiò e le parlai. Sì le parlai, proprio io che pervaso più di chiunque altro dall'odiosità della sua condizione, mi sono creduto insudiciato.
" Lei avrà molto freddo, come può pensare di passeggiare nei viali?"
"Ah Signore, mi sostiene la speranza. Devo pur terminare a serata".
L'indifferenza con cui pronunciava queste parole, la tranquillità di questa risposta mi conquistò e mi avvicinai.
" Lei ha l'aria di avere una costituzione molto fragile. Mi sorprende che non sia affaticata dal suo mestiere."
" Diamine Signore bisogna pur far qualcosa".
"Può essere, ma non c'è un mestiere più adatto alla sua salute?"
" No, Signore, bisogna pur vivere"

Fui ammaliato, vidi che almeno mi rispondeva, successo che mai mi era arriso a tutti i tentativi che avevo fatto.

piccolo caporale

La mondana di Palais Royal fu la prima donna che Napoleone amò?

Probabilmente sì.. Quel successo cui fa riferimento Bonaparte e quel coraggio di cui parla sono un indizio abbastanza preciso di quel che avvenne dopo.

Quello che colpisce del colloquio che Napoleone ha riportato è però l'estrema timidezza nell'approcciarsi all'altro sesso.

Napoleone, L'uomo determinato per antonomasia, colui che faceva tremare Re e Capi di Stato che ha difficoltà a scambiare quattro chiacchiere con una mondana, sembra impossibile, ma non lo è.


Napoleone aveva un carattere troppo deciso, poco diplomatico tale da non riuscire amabile alle donne. La stessa Giuseppina non fu travolta dalla passione, così come pure le altre donne che sulla loro strada incontrarono l'Imperatore.

Napoleone il cattolico  

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Ecco le parole del'Imperatore. Egli sta passeggiando una domenica mattina, si trova alla Malmaison. Giuseppina dorme. Napoleone, come sempre mattiniero scende nella tenuta. E' solo, non ci sono valletti o aiutanti di campo. Colpito dalla profonda quiete del momento, Bonaparte fa questa riflessione.


" Domenica scorsa camminavo in questa solitudine , in questo silenzio della natura. Improvvisamente mi colpì l'orecchio il suono della campana di Ruel. Mi commossi, tanta è la forza dell'educazione ricevuta, delle abitudini acquisite. Dissi a me stesso: quale impressione ciò deve fare sugli animi semplici e inclini alla credulità".

Sono io che creo le circostanze  

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Una delle frasi più celebri di Napoleone.

Anche se spesso Bonaparte ha citato il destino, il fato, in questa sua affermazione mette in rilievo un altro aspetto del suo poliedrico carattere: la forza di volontà.


napoleone1769

Sono io che creo le circostanze, vuol dire che ogni sua impresa, ogni sua battaglia, ogni sua vittoria non è stata frutto del caso, ma di un lavorio continuo e incessante.

I dettagli, i particolari più insignificanti, tutto veniva registrato nella sottile mente dell'Imperatore. Ogni possibile difficoltà. ogni evenienza, anche la più difficile a realizzarsi veniva esaminata con cura.

Essere padrone del proprio destino, essere vincitore con la forza della volontà e dell'ambizione, questa la lezione che ci viene da Bonaparte.

La storia, le battaglia, il fine stratega sono tutte cose che appassionano, che hanno creato il mito di Napoleone, ma molti trascurano l'uomo.

Il genio di Napoleone lo si comprende analizzando con attenzione l'uomo

 

Posted by: Antonio Grillo in , , , ,

Ho suscitato ammirazione, paura, odio, terrore e amore.
Migliaia di uomini sarebbero morti per me.
Migliaia di uomini avrebbero voluto uccidermi.

Napoleone
Napoleone e il suo destino