martedì, dicembre 31, 2013

Napoleone: una vita come un romanzo

Napoleone:il romanzo della vita di un grande.

Napoleone elba

L'immagine che vedete qui sopra è Napoleone che fugge dall'isola d'Elba. Cominciano così i Cento Giorni, il periodo finale della sua epopea, quello che lo porterà prima alla sconfitta nella battaglia di Waterloo, alla seconda abdicazione e infine all'esilio a Sant'Elena.

L'ultimo capitolo di un romanzo come si può definire la vita di Napoleone che egli stesso così definì la sua esistenza


Il primo capitolo della vita di Napoleone


Napoleone non era ricco, non apparteneva alla grande nobiltà, non era nato in una famiglia importante.

Le sue origini erano anonime, infatti poco o nulla si sa della sua infanzia.

Il padre Carlo morì quando Napoleone aveva solo 15 anni.

A un certo punto dovette scappare, insieme alla sua famiglia dalla Corsica che gli aveva dato i natali, rischiando di essere catturato o ucciso dai partigiani di Paoli.




Con queste premesse nessuno mai avrebbe potuto immaginare che Napoleone diventasse Imperatore dei Francesi egemone su tutta Europa.

I capitoli successivi della vita di Bonaparte


Poi, però arrivò il successo la Prima Campagna d'Italia. 
L'Egitto con una spedizione pericolosa e ambiziosa. Arrivò infine la conquista del potere il 18 brumaio del 1799.
Da quel momento una catena ininterotta di successi militari e di saggia amministrazione dello Stato.
La Francia cresceva e prosperava benché impegnata in guerre continue, costretta dalle potenze europee e in particolar modo dall'Inghilterra che vedeva i suoi commerci in pericolo.

Infine il declino, l'errore di invadere la Spagna, la disastrosa campagna di Russia, il tradimento di Bernadotte.

Lipsia fu l'anticamera della fine. La prima abdicazione nel 1814. L'esilio all'Elba. Waterloo. Sant'Elena

Il segreto del successo di Napoleone

Napoleone abel Gange


Sagace stratega, motivatore di uomini ineguagliabile, instancabile lavoratore, Napoleone riuniva in se' doti che nessun altro uomo al mondo possedeva.

Il segreto del successo di Bonaparte era l'intensa concentrazione su i suoi obiettivi, la capacità di avere sempre il controllo della situazione, il dono di saper conoscere gli uomini e le loro debolezze.

A queste doti accoppiava una organizzazione mentale invidiabile frutto della sua passione per la matematica.

Ogni cosa al suo posto,ogni tassello nella giusta posizione.

Alla fine Napoleone sapeva che anche il caso avrebbe avuto la sua parte,ma cercava in ogni modo di minimizzare i suoi effetti.


Napoleone non lasciava nulla al caso. Ogni possibile eventualità veniva calcolata, soppesata, analizzata con la lente di ingrandimento. I consiglieri dell'Imperatore, almeno quelli più stretti , condividevano le sue riflessioni, ma la decisione restava a lui e a lui solo.


Napoleone in esilio


Vita intensamente vissuta, fino all'ultima ora  a Longwood località della sperduta isola di Sant'Elena, quando con stoica sopportazione ha affrontato le torture mentali e psicologiche che l'Inghilterra gli infliggeva per il tramite dell'aguzzino Hudson Lowe, Governatore dell'isola.

Il memoriale di Sant'Elena

Las Cases
Las Cases



E il romanzo della sua vita Napoleone ebbe la capacità e l'intuizione di scriverlo da solo. A Sant'Elena colse subito il suggerimento del conte Las Cases che lo aveva accompagnato al solo scopo di scriverne le memorie.

Napoleone allora con l'entusiasmo che lo caratterizzava, cominciò a dettare a Las Cases e al figlio del conte tutti gli episodi della sua vita, tralasciando solo quello che non gli conveniva scrivere.
Nel suo libro di ricordi Napoleone spiegò il suo punto di vista, non sempre veritiero al cento per cento, ma lo fece con lucidità, con l'intento di presentarsi al meglio al cospetto della Storia.

Siamo tra la fine del 1815 e il 1816, Napoleone nutre ancora speranze di affrancarsi dall'esilio che si è trasformato in una vera e propria prigionia. Quelle memorie gli servono per raccontare al mondo intero del trattamento inglese, cerca condisperazione di far sentire la sua voce anche se da una sperduta isola dell'Atlantico.

Sappiamo bene che le cose non andarono come egli sperava. Las Cases fece ritorno in patria ben presto già nel 1816, ma il manoscritto gli fu sottratto e riconsegnato dopo la morte di Bonaparte.

Passarono 6 lunghi anni in quella triste e insalubre isoletta dove nessuna notizia giungeva, dove il tempo trascorreva sempre uguale, come una clessidra mai rigirata.

Longwood House
Napoleone si spense per una malattia ereditata dal padre, ma nell'animo la sua morte era avvenuta almeno due anni prima quando il suo spirito indomito si era dovuto piegare di fronte a un destino da esiliato a vita.

Napoleone non ha fatto la storia, Napoleone è la Storia quella con la S maiuscola, quella che da qui a duemila si studierà sui libri di scuola.



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