mercoledì, gennaio 14, 2009

Las Cases, Il Memoriale di Sant'Elena


Las Cases raccoglie la biografia dell'Imperatore: il Memoriale di Sant'Elena

Napoleone_ Sant'Elena

Il Memoriale scritto da Las Cases è uno dei libri più controversi della storia.

Emanuele di Las Cases faceva parte della ristretta corte che seguì Napoleone a Sant'Elena, ma cosa più importante fu colui che ne raccolse le memorie.



Las Cases non era nella cerchia  di Napoleone, anzi diciamo pure che era un perfetto sconosciuto per l'Imperatore.

Dopo la disfatta di Waterloo,quando anche alcuni dei fedelissimi abbandonavano Bonaparte, ecco che Las Cases si fa avanti chiedendo di legare il suo destino a quello di Napoleone.

I motivi di ciò restano in parte sconosciuti, ma sta di fatto che Las Cases dopo poco tempo diventa il confidente preferito di Napoleone.Egli raccoglie aiutato dal figlio adolescente un immenso materiale fatto di ricordi, di opinioni o di semplici discussioni e Las Cases comprende bene di avere un vero e proprio tesoro nelle sue mani.

Napoleone, dall'alto della sua intelligenza, è consapevole che quello sarà un pò il suo testamento ed elargisce a piene mani.
firma napoleone

Dopo un anno di permanenza a Sant'Elena Las Cases è in possesso di tutto ciò che gi occorre per pubblicare il suo libro, ma egli è esiliato come l'Imperatore.

In suo soccorso il provvedimento di espulsione emanato dal governatore Hudson Lowe per corrispondenza clandestina.


Gli storici rimangono e sono ancora oggi, invece un pò più scettici perchè ritengono che la mano dell'autore sovrasti troppo spesso le parole di Napoleone.

letto sant'elena

Sia quel che sia il Memoriale rimane comunque una testimonianza unica del genio napoleonico nel quale si erge titanica la figura di Napoleone Bonaparte.

Le parole dell'Imperatore diffuse attraverso l'opera di Las Cases piombarono in tutta Europa ed ebbero lo stesso effetto di una scarica di mitraglia o di un colpo di cannone degli eserciti napoleonici.

La figura dell'Imperatore assume dei contorni epici e tragici. L'indomito condottiero, il fine stratega, il sovrano, il padre, il marito,  nella biografia di Las Cases diventano unìunica persona.

Napoleone accetta con fierezza le privazioni, lo stolto accanimento del burocrate e meschino governatore Hudson Lowe che è ossessionato dal pensiero di una possibile fuga dell'Imperatore e che cerca in tutti i modi di compiacere il governo inglese, pensando alla sua carriera futura.

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Bonaparte diventa un martire della libertà. 


I popoli dimenticano le guerre, le morti, le carestie, le persecuzioni. Napoleone non è più l'orco che gli Inglesi ritraevano nelle loro caricature, ma l'uomo del popolo che si era ribellato ai potenti e li aveva sconfitti fino a diventare il più grande e per questo veniva punito.

Las Cases fu abile a proiettare questa immagine dell'Imperatore e il Memoriale di Sant'Elena fu per tale motivo uno dei libri più letti dell'epoca.

sogno napoleone

Molti si chiedono se Las Cases fu un devoto dell'ultima ora o solo un abile calcolatore che aveva intravisto la possibilità di diventare celebre e ricco attraverso le testimonianze di Napoleone?


Il dibattito è aperto. 


Nel momento in cui metteva piede a Sant'Elena, Las Cases non poteva prevedere il futuro, non sapeva quanto lunga e dura sarebbe stata la permanenza dell'Imperatore in quella landa desolata. Fatto sta che non appena completa la sua opera biografica Las Cases fa in modo di tornare in Europa.

Cosa lo spinse? 

La voglia di divulgare al più presto le tristi condizioni dell'Imperatore?
Oppure la smania di raccogliere in fretta i frutti del suo lavoro?

Probabilmente entrambe le ipotesi sono vere.

Conclusioni


Qualunque siano state le motivazioni che spinsero Las Cases a seguire Napoleone nel suo triste esilio, l'opera biografica che ne scaturì è la più grande testimonianza della vita di Napoleone.

Il Memoriale di Sant'Elena non ha valenza storica, ma è la cronaca degli avvenimenti fatta attraverso le parole dell'Imperatore. Las Cases raccoglie le opinioni di Napoleone, i suoi giudizi, le sue impressioni. Egli fa un racconto, a volte romanzato, a volte di parte, ma sempre efficace.

Il Memoriale di Sant'Elena fu un vero e proprio testamento spirituale.

lunedì, gennaio 12, 2009

Andrè Malraux l'autobiografia di Napoleone

Un'autobiografia diversa, originale e per certi versi geniale.

Andrè Malraux scrisse un libro utilizzando solo le parole dell'Imperatore.

Un'attenta e scrupolosa cronologia fatta di estratti di lettere, dispacci, comunicati tutti provenienti dalla viva voce di Napoleone.

La grande abilità di Malraux sta nella scelta sagace dei frammenti da utilizzare. Un collage che fornisce al lettore l'impressione di una vera e propria autobiografia.

Ne viene fuori un ritratto dell'Imperatore del tutto originale. Malraux è chiaramente di parte, vengono messi in luce i pregi di Napoleone, le sue vittorie e conquiste, la sua capacità di politico e di uomo di Stato.

Malraux non trascura l'aspetto umano. Lo scrittore mette in rilievo le debolezze dell'uomo, le contraddizioni, ma anche il lato sentimentale
I

mercoledì, gennaio 07, 2009

Waterloo

Waterloo
L'ultima battaglia,per alcuni storici quella meglio combattuta,diventata ,però sinonimo di grande sconfitta.
Eppure quella battaglia Napoleone l'aveva curata nei minimi particolari.
Quando si era accorto che gli avversari/alleati non avrebbero permesso il suo ritorno, gioca come sempre di anticipo e punta decisamente verso il Nord dove sono accampati gli eserciti prussiano e inglese.
Una vittoria avrebbe significato incrinare la coalizione nemica,qualche nazione avrebbe potuto tirarsi indietro, probabilmente proprio l'Austria che in fondo era la patria della sua consorte Maria Luisa.
Allora perchè non tentare,per l'ultima volta la sua tattica vincente.
Correre, correre, ingannare gli avversari sulle sue reali intenzioni, dividere i nemici per batterli separatamente.
Tutto riuscì alla prefezione i Prussiani battuti e in ritirata e di fronte gli Inglesi che in campo aperto, tranne che in Spagna non avevano mai dimostrato di essere un grande esercito.
Le premesse per una grande vittoria c'erano tutte, poi però, l'imponderabile.
Il campo di battaglia fangoso che fa rimandare l'attacco, facendo giungere in tempo le truppe prussiane,le scriteriate cariche del Maresciallo Ney che sfiancarono la cavalleria, ma soprattutto il clamoroso errore del Maresciallo Grouchy che manca alla prima regola del soldato che era quella di dirigersi prontamente verso la zona dove si sentono tuoneggiare i cannoni, trasformano una vittoria certa in una dolorosa sconfitta.
Waterloo,quel giorno il destino del mondo era già segnato