sabato, novembre 15, 2008

Napoleone e Sant'Elena

Longwood

Sant'Elena, piccola isola dell'Atlantico.

Bonaparte



Napoleone era un lettore instancabile. Spesso di suo pugno marcava con delle annotazioni i margini dei volumi che leggeva e così ritroviamo anche la nota per Sant'Elena, strano scherzo del destino.

Cosi scriveva Napoleone in un suo appunto accanto alla parola Sant'Elena, piccola isola dell'Atlantico-

Sant'Elena diventerà la sua tomba.


Dopo Waterloo, Napoleone analizzò le varie possibilità che aveva a disposizione.

Il suo scopo era quello di assicurare la discendenza.

L'atto di abdicazione avrebbe favorito l'ascesa al trono di suo figlio, l'Aiglon.

Sapeva bene che il suo era un tentativo disperato.

Se da un lato poteva contare sulla parentale con l'Imperatore austriaco e anche con una certa simpatia reciproca con lo zar Alessandro, dall'altra aveva due nemici mortali.
La Prussia assetata di vendetta dopo le sconfitte e le umiliazioni subite in guerra e l'Inghilterra che non avrebbe gradito un erede di Napoleone, l'uomo che aveva messo in pericolo i suoi traffici commerciali  e quindi la sua stessa esistenza.

Che fare?

  • Riunirsi alle truppe al Sud della Francia e pensare di continuare la guerra
  • Fuggire negli Stati Uniti d'America
  • Consegnarsi a una delle potenza vincitrici

La prima ipotesi venne scartata da Bonaparte. Scarse le possibilità di vittoria e inutile spreco di vite
L'opzione della fuga negli Stati Uniti era quella preferita da Napoleone, ma poco realizzabile a causa del blocco navale inglese a Rochefort
Alla fine Napoleone non aveva altra scelta che consegnarsi agli Inglesi!

Consigli di lettura: 

The Waterloo Letter: A first-hand account of the 1815 Waterloo Campaign by Lt Col Robert Torrens of the Duke of Wellington's personal staff (Inglese)



Ceneri napoleone


Napoleone si consegna agli Inglesi


La cosa non era in realtà un azzardo, ma rispondeva a un preciso calcolo politico. Consegnarsi al nemico più acerrimo era una dichiarazione di resa incondizionata e avrebbe messo il Governo di Londra talmente in imbarazzo da poter acconsentire al governo di un discendente di Bonaparte che si sarebbe accontentato delle frontiere naturali della Francia.

Senza contare che l'Aiglon era un bambino per cui di fatto avrebbe governato Maria Luisa principessa austriaca.

Il piano di Napoleone fallì!

Gli Inglesi decisero di annientare una volta e per sempre il mortale nemico e lo mandarono in esilio a Sant'Elena, in quella piccola isola dell'oceano che tanti anni prima aveva studiato.

La prigionia di Sant'Elena


L'esilio si trasformò ben presto in prigionia.

Gli Inglesi mandarono come governatore dell'isolaHudson Lowe, un piccolo burocrate che obbediva in maniera gretta agli ordini che gli venivano impartiti al solo scopo di ingraziarsi il governo londinese con l'unico scopo di poter fare carriera.

Related: Hudson Lowe, il perfido carceriere

Napoleone, soggiornò  a Longwood , la parte peggiore di Sant'Elena, in quella che era stata una stalla, con pochi mobili,  cibo scadente e con limitatissima libertà di movimento.

Tutta la sua corrispondenza veniva attentamente filtrata, le visite ridotte al lumicino.

Sant'Elena divenne a tutti gli effetti una prigione. Gli Inglesi ossessionati dal pericolo di fuga di Napoleone lo controllavano a vista attraverso una guarnigione di 2000 uomini.

Un uomo come Napoleone avvezzo a tattiche e strategie comprese ben presto che la fuga sarebbe stata impossibile e che l'unica speranza di un ritorno in Francia risiedeva nella possibilità di mutate condizioni politiche in Europa e soprattutto in Inghilterra. Circostanza che non avvenne nei sei anni di esilio.

Napoleone costruisce la sua leggenda.


Eppure in quelle terribili circostanze Napoleone, costruì la sua leggenda.

Sopportò con dignità le offese, gratuite che gli venivano rivolte,cercò sempre di mantenere un contegno degno di un Imperatore e si dedicò a dettare le sue memorie.

funerale napoleone


A raccoglierle fu il conte di Las Cases che raccontò la storia di quella superba vita e fece conoscere al mondo l'ignobile trattamento subito dall'Imperatore. Napoleone non fu certo sempre sincero nelle sue memorie, ma il suo intento era quello di costruire l'immagine di un uomo pacifico, costretto alle guerre dai nemici, di un riformatore, di un uomo che aveva attuato i principi della rivoluzione.

Las Cases fu un fedele cronista. D'altra parte al Conte importva il successo editoriale, la fama e i guadagni che ne sarebbero venuti.

Il progetto riuscì alla perfezione perché il Memoriale fu uno dei libri più letti nel 1800.


Related: il Memoriale di sant'Elena

Il triste esilio


I sei anni di esilio trascorsero con poche gioie.
Uno spirito così inquieto come quello di Napoleone non poteva resistere all'inazione. La mancanza di contatti, la rassegnazione verso la sua sorte portarono Bonaparte a deprimersi. Ebbe qualche sussulto, cercò di impegnare la mente e il fisico ( cominciò a lavorare nell'orto attiguo alla casa), ma le sue distrazioni furono inutili.

La causa primaria della sua morte fu il cancro allo somaco, triste e funesta eredità del padre Carlo, ma non bisogna sottovalutare l'incidenza secondaria del clima infausto di Sant'Elena e della condizione psicologica depressa.


Napoleone lasciò questa terra il 5 maggio 1821.


Gli ultimi mesi di vita di Napoleone furono terribili. La malattia inesorabile penetrò il suo corpo e nulla potevano fare i medici, anche abbastanza sprovveduti che lo attorniavano.


L'ultima onta fu un'anonima sepoltura. con una semplice lapide con la scritta generale Bonaparte. Non venne rispettata la sua ultima volontà di essere sepolto in suolo francese:

Solo nel 1840 la salma di Napoleone lasciò l'esilio di Sant'Elena.

Era il 15 ottobre. 

Il 15 dicembre dello stesso anno i solenni funerali con migliaia di persone che accolsero il loro Imperatore e  portarono le sue ceneri a Les Invalides ove oggi riposa.


English version

Sant'Elena, a small island in the Atlantic.
Napoleon was a tireless reader. Often in his own hand he marked with annotations the margins of the volumes he read and so we also find the note for Sant'Elena, a strange twist of fate.

This is what Napoleon wrote in a note next to the word Sant'Elena, a small island in the Atlantic-

Sant'Elena will become his tomb.

After Waterloo, Napoleon analyzed the various possibilities he had at his disposal.

Its purpose was to ensure the offspring.

The act of abdication would have favored the accession to the throne of his son, Aiglon.

He knew well that his was a desperate attempt.

If on the one hand he could count on the parental relationship with the Austrian Emperor and also with a certain mutual sympathy with Tsar Alexander, on the other hand he had two deadly enemies.
Prussia thirsting for revenge after the defeats and humiliations suffered in the war and England who would not have liked an heir of Napoleon, the man who had endangered his commercial traffic and therefore his very existence.

What to do?
Rejoin the troops in the South of France and think about continuing the war
Escape to the United States of America
Give yourself up to one of the winning powers

The first hypothesis was rejected by Bonaparte. Little chance of victory and useless waste of life
The option of escape to the United States was the one preferred by Napoleon, but not very feasible due to the British naval blockade at Rochefort
In the end, Napoleon had no choice but to surrender himself to the English!



Napoleon ashes


Napoleon surrenders himself to the English

This was not really a gamble, but it responded to a precise political calculation. Surrender to the bitterest enemy was a declaration of unconditional surrender and would have embarrassed the London government so much that it could consent to the rule of a descendant of Bonaparte who would be content with the natural frontiers of France.

Not to mention that Aiglon was a child for which in fact the Austrian princess Maria Luisa would rule.

Napoleon's plan failed!

The English decided to annihilate the mortal enemy once and for all and sent him into exile in Sant'Elena, on that small island in the ocean that he had studied many years earlier.

The imprisonment of Saint Helena

Exile soon turned into imprisonment.

The British sent as governor of the island Hudson Lowe, a small bureaucrat who obeyed in a narrow manner the orders that were given to him for the sole purpose of ingratiating himself with the London government with the sole purpose of being able to make a career.

Related: Hudson Lowe, the wicked jailer

Napoleon stayed in Longwood, the worst part of Sant'Elena, in what had been a stable, with little furniture, poor food and with very limited freedom of movement.

All his correspondence was carefully filtered, visits reduced to a flicker.

Sant'Elena effectively became a prison. The British obsessed with the danger of Napoleon's escape controlled him on sight through a garrison of 2,000 men.

A man like Napoleon accustomed to tactics and strategies soon understood that escape would be impossible and that the only hope of a return to France lay in the possibility of changed political conditions in Europe and especially in England. A circumstance that did not happen in the six years of exile.

Napoleon builds his legend.

Yet in those terrible circumstances Napoleon built his legend.

He bore with dignity the free offenses that were addressed to him, he always tried to maintain a demeanor worthy of an emperor and devoted himself to dictating his memoirs.

Napoleon funeral


They were collected by the Count of Las Cases who told the story of that superb life and introduced the world to the infamous treatment suffered by the Emperor. Napoleon was certainly not always sincere in his memoirs, but his intent was to build the image of a peaceful man, forced into wars by his enemies, of a reformer, of a man who had implemented the principles of the revolution.

Las Cases was a faithful chronicler. On the other hand, the Conte cared about publishing success, fame and the profits that would come from it.

The project was successful because the Memorial was one of the most widely read books in the 1800s.


Related: the Memorial of Saint Helena

The sad exile

The six years of exile passed with little joys.
A spirit as restless as Napoleon's could not resist inaction. The lack of contacts, the resignation towards his fate led Bonaparte to become depressed. He had a few gasps, tried to engage his mind and body (he began to work in the garden adjacent to the house), but his distractions were useless.

The primary cause of his death was cancer of the somaco, sad and fatal legacy of his father Carlo, but we must not underestimate the secondary impact of the inauspicious climate of Sant'Elena and the depressed psychological condition.


Napoleon left this land on May 5, 1821.


The last months of Napoleon's life were terrible. The inexorable disease penetrated his body and the doctors, even quite inexperienced who surrounded him, could do nothing.


The last shame was an anonymous burial. with a simple plaque with the inscription General Bonaparte. His last wish to be buried on French soil was not respected:

Only in 1840 the body of Napoleon left the exile of Sant'Elena.

It was October 15th.

On 15 December of the same year the solemn funeral with thousands of people who welcomed their Emperor and brought his ashes to Les Invalides where he rests today.

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