Napoleone e il divorzio  

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Il pensiero di Napoleone sul divorzio


Napoleone ebbe  un'educazione cattolica per cui credeva alla  famiglia e ai suoi valori, come testimonia la sua intera vita passata a beneficiare i suoi consaguinei, benché ben presto si rendesse conto che i suoi framiliari non meritassero tante e tali attenzioni.



In più c'è da dire che Napoleone passò la sua infanzia in Corsica, in un ambiente quindi molto legato alle tradizioni familiari. La cultura isolana era patriarcale nel senso più stretto del terminee Napoleone non poteva non subire l'influenza culturale delle sue origini.

Con questo tipo di educazione si potrebbe presumere che Bonaparte fosse del tutto contrario a qualsiasi forma di divorzio, anche in considerazione del periodo storico.

Ebbene questo non corrisponde del tutto alla verità.

Nel suo Codice Civile, in qualche caso il divorzio fu, infatti ammesso.

A questo punto facciamo una digressione e parliamo del fatto che Napoleone stesso divorziò da Giuseppina per legarsi in matrimonio con Maria Luisa d'Austria. 
Il passo indietro ci è necessario per dimostrare che non vi fu incoerenza tra le sue decisioni e il suo pensiero.

Il divorzio di Napoleone

Giuseppina_Napoleone

Il divorzio da Giuseppina nacque dalla ragion di Stato. Bonaparte aveva bisogno di un'erede e dopo aver avuto la certezza di essere in grado di procreare dopo le paternità conseguenti ai rapporti  con la Denuelle (leggi l'amante che diede un figlio a Napoleone) e Maria Walewska (tutto cominciò così leggi), non poteve più rimandare la sua decisione, seppur sofferta.

Tutta la sua costruzione, il suo Impero sarebbe stato destinato a finire se non vi fosse stato nessuno titolato a raccoglierne la legittima eredità. E questo Napoleone lo sapeva bene.
Legarsi, poi a una nobiltà secolare come quella Austriaca o Russa avrebbe ancor di più rafforzato la propria posizione e la propria discendenza.

Napoleone più volte rimandò la decisione di separarsi da Giuseppina, malgrado i suoi tradimenti (leggi), che in qualche modo riteneva legata alla sua stella, pur sollecitato a farlo da tanti consiglieri, a cominciare dai membri della sua famiglia che mal digerivano la presenza di Giuseppina

Quando, infatti Roederer lo invitò a divorziare, per dare un erede alla sua dinastia le parole di Napoleone non ammisero repliche.

divorzio napoleone


Egli rispose:

" Sarebbe, forse nel mio interesse un divorzio? Ma come posso mandare via una buona moglie solo perchè divento più grande?. Ella mi avrebbe seguito in esilio e in prigione."

Alla fine accettò di troncare il legame con la donna che tante passioni aveva suscitato nella sua giovinezza. Lo fece con la morte nel cuore, Giuseppina era stata la sua vera e prima donna, colei che oltre aver suscitatao un'insana passione era stata decisiva in tanti momenti della sua carriera a cominciare dai giorni che culminarono col 18 brumaio.

Probabilmente Napoleone si pentì di aver lasciato Giuseppina. Ebbe, infatti per la sua ex sposa delle attenzioni molto care, anche se evitò di incontrarla spesso, per non suscitare polemiche e malintesi riguardo il suo nuovo  matrimonio con Maria Luisa d'Austria. ( Leggi 27 marzo 1810, Napoleone conquista Maria Luisa)

marie louise


Napoleone, a suo modo amava la  nuova "Austriaca", ma soprattutto non voleva commettere errori con le altre Corti europee e soprattutto col suocero.

Le ragioni del divorzio di Napoleone sono allora ben chiare, ma non rispecchiavano il suo pensiero riguardo il divorzio.

Ma poniamo ascolto alle sue parole.

Egli dice:

"Guardate i costumi del paese; l'adulterio non è un fenonemo raro, bensì consueto. E' una questione di canapè. Queste donne che rompono la fede coniugale per qualche gioiello o per qualche verso per Apollo o le Nove Muse hanno bisogno di un freno"

Napoleone, parte da lontano, dall'adulterio. Le donne lascive hanno bisogno di un freno, perché minano la stabilità del matrimonio.
Atteggiamento maschilista?
Dobbiamo tener conto che siamo agli inizi del 1800 per cui il ruolo della donna era subordinato a quello dell'uomo e la cosa veniva universalmente accettata.


Il pensiero di Bonaparte, però, se ci soffermiamo con più profondità, non condanna il comportamento delle donne lascive in quanto tale. Egli parla, infatti di mettere un freno a taluni comportamenti perchè portano a delle conseguenze disastrose.
 Egli, da uomo di Stato, pensò alle conseguenze che i divorzi potevano avere sulla società e di conseguenze anche sulle sue truppe.

In un altro momento, proprio facendo delle considerazioni su alcuni suicidi che vi erano stati tra i soldati a causa di pene d'amore, Bonaparte scrisse:
" il soldato deve saper vincere il dolore e la malinconia delle passioni".

Nel suo Codice, però il divorzio, in alcuni casi fu ammesso.

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Leggiamo insieme.

" Vi sono tre motivi legittimi per il divorzio: assassinio, adulterio e impotenza".

Questa la legge

Le questioni familiari per Napoleone non devono uscire fuori dalla famiglia. Nessun tribunale deve metetre il naso in quelle che sono questioni ritenute personali.

Conclusioni


Per comprendere bene il pensiero di Napoleone, bisogna sempre pensare che il Grande Corso, oltre a essere un raffinato stratega militare era anche un politico di prim'ordine. Egli temeva le conseguenze sociali del divorzio, l'impatto che esso poteva avere sulla società francese e i pericoli di destabilizzazione che ne potevano scaturire.

Consideriamo un altro caso che meglio ci fa comprendere come egli interpretava le cose.

Bonaparte proibì le case da gioco perché le riteneva la rovina delle famiglie.

Anche in questo caso non c'è giudizio morale, ma solo scopo politico. Il rovinarsi col gioco era destabilizzante per la società e lui non lo poteva permettere.

 Napoleone è attento ai fenonemi che possano portare al disgregamento sociale e cerca in tutti i modi di evitarli. Ecco che il politico prevale sul militare.

Cosa avvenne il 18 brumaio 1799  

Posted by: Antonio Grillo


napoleon


Il ritorno a Parigi

Napoleone tornò dall’Egitto, dopo una pericolosa traversata, a bordo della Muiron,  col timore  concreto di essere intercettato dalla flotta Inglese.Anche in questo caso la sua buona stella riuscì ad evitargli la cattura da parte degli Inglesi. In Francia Bonaparte venne accolto da trionfatore. Dopo aver risolto i problemi familiari con Giuseppina che durante la sua assenza non si era certo comportata da brava e fedele moglie, Napoleone proseguì la sua marcia verso la Capitale.

muiron


L’accoglienza che gli venne riservata a Parigi fu entusiastica. Il popolo accoglieva a braccia aperte il conquistatore dell’Italia e dell’Egitto.

La crisi del Direttorio



La difficoltà in cui si trovava Napoleone in quei momenti era dovuta al fatto che egli veniva acclamato come “Salvatore della patria” da tutte le fazioni in campo, per cui doveva muoversi con estrema circospezione.


La situazione interna ed esterna era precaria. Le conquiste di Napoleone in Italia erano ormai perdute. Il Generale in capo Joubert ucciso a Novi Ligure. Non andava meglio all’interno con la Vandea sempre più tumultuosa e ribelle.


In tali condizioni di pericolo il Direttorio, ma soprattutto la Francia,  aveva bisogno di un uomo forte, un militare, qualcuno che potesse riprendere le fila di una situazione quasi compromessa.


Moreau fu la prima scelta del Direttorio e se Napoleone avesse tardato il suo rientro dall’Egitto sarebbe stato proprio lui a condurre il probabile colpo di Stato.

sieyes
Sieyes


La strategia di Napoleone

Napoleone, però fece la sua comparsa sul proscenio politico e fu subito chiaro a tutti che la Nazione si sarebbe affidata a lui. Il suo carisma, l’affetto esclusivo dei suoi soldati pronti a tutto per lui facevano di Napoleone il candidato ideale per ridare certezze alla Nazione.


Il futuro Imperatore ben comprese il momento storico e in un primo momento evitò di schierarsi, anzi diede da pensare di non essere interessato alla vita politica ritirandosi in solitudine.


Quella di Napoleone era una meditata strategia. Egli attraverso i suoi uomini più fidati  era a conoscenza di tutti gli intrighi che le varie fazioni andavano architettando.


Da una parte c’erano i Direttori Moulin e Gohier che  erano a capo della fazione detta Manege, appoggiati da Augerau, Bernadotte e Jourdan, la quale aveva una chiara impronta repubblicana estremista.


Sieyes, invece capeggiava un’ala moderata che ambiva a un colpo di Stato soft, senza spargimenti di sangue e che voleva imporre una Costituzione da lui  stesso elaborata .


Il partito di Barras era invece quello degli speculatori. dei finanzieri d’assalto dei nuovi ricchi. L’ex amante di Giuseppina voleva mettere da parte il Direttorio e assumere il comando della Nazione. Napoleone, secondo i suoi progetti doveva essere il suo braccio armato.
Poi c’erano Fouchè e Talleyrand che avevano intuito che il partito di Napoleone era il più forte e cercavano di mettersi in mostra e di appoggiare i progetti di Bonaparte.


Napoleone stesso, però era una delle parti in causa, per cui egli stesso era in pericolo perché da un momento all’altro una delle fazioni avversarie poteva colpirlo.

josephine

Il prezioso aiuto di Giuseppina



 In tali frangenti si rivelò preziosa alleata Giuseppina. La bella Creola che tanto aveva fatto trepidare Napoleone con i suoi tradimenti, comprese che il suo sposo poteva recitare un ruolo di primo piano nello scacchiere politico francese. Giuseppina mise in campo tutte le sue armi, le sue conoscenze, la sua abilità diplomatica per favorire il suo sposo e per conoscere in anticipo le mosse degli avversari.

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 Ipotizzando un pericolo non ben identificato, il Consiglio legislativo e quello degli Anziani fu trasferito a Saint Cloud e a Napoleone fu nominato comandante in capo della guardia del Corpo legislativo, delle truppe della divisione di Parigi e della Guardia Nazionale.
Napoleone fece leggere il decreto che spostava i Consigli a Saint Cloud e che gli affidava il compito di proteggerli, in tutta Parigi.

proclamation bonaparte



La trappola stava per scattare.



A questo punto era chiaro a tutti che ci sarebbe stato un colpo di stato. i deputati, infatti nel loro trasferimento verso Saint Cloud avevano potuto scorgere la dislocazione dei militari in tutti i punti strategici della città .
La partita non era ancora chiusa. I deputati, infatti cercarono, malgrado il poco tempo a loro disposizione di organizzare una resistenza.
 I due Consigli  si erano infine riuniti, Gli Anziani nella Grande Galleria mentre i Cinquecento nell’Orangerie.

18 brumaio

Napoleone si presenta al Consiglio degli Anziani e pronuncia un discorso pieno di contraddizioni e poco efficace.

 Egli stesso si rende conto che tutto il piano può fallire.

La situazione precipita


Napoleone, non si dà per vinto, ma finisce per peggiorare la situazione quando decide di presentarsi anche davanti al Consiglio dei Cinquecento credendo di poter convincere l’Assemblea.
 I Deputati, che avevano ormai capito il piano di Bonaparte e dei suoi complici non gli diedero il tempo di parlare. L’Assemblea come un sol uomo si levò dagli scanni e si protese verso Bonaparte al grido di “Abbasso il Dittatore” e “ Bonaparte fuori legge”. Napoleone fu sorpreso da tanta acredine. malgrado ciò tentò di proferire qualche parola. ma fu vittima di una vera e propria aggressione fisica cjhe lo costrinse a una precipitosa ritirata difeso dai suoi granatieri.


Napoleone ha perso il controllo della situazione. E’ pallido, pieno di rabbia, ma anche sorpreso dalla piega degli eventi.

bonaparte


Luciano Bonaparte salva la situazione


A questo punto interviene Luciano, il fratello di Napoleone che fa  accompagnare fuori il fratello e tenta di riprendere il controllo dell’Assemblea sempre più inferocita. Si parla, infatti di dichiarare fuori legge Napoleone. Allora è lo stesso Luciano che incita le truppe a riportare l’ordine nell’Assemblea.
Nel bel mezzo dell’assemblea piombano Leclerc e Murat (leggi l'ultima lettera di Muratche dispongono l’evacuazione della sala per ragioni di sicurezza. Alla vista delle armi i deputati furono presi da un insano terrore e si diedero alla fuga in tutti i modi, passando dalle porte e dalle finestre fino a raggiungere i boschi dei dintorni.

Roger Ducos
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Informato degli avvenimenti il Consiglio degli Anziani decreta l’abolizione del Direttorio, l’espulsione di 60 membri del Consiglio dei Cinquecento. la creazione di una nuova magistratura con l’autorità di gestire il potere esecutivo fino al ristabilimento di un nuovo ordine costituzionale e designa Bonaparte, Sieyes e Roger Ducos Consoli della Repubblica.

napoleon consul

Conclusioni

Comincia di fatto l’epopea napoleonica.
 Bonaparte si dimostrò come al solito abile stratega quando si trattò di organizzare il colpo di stato. Come sempre egli fu attento a tutti i particolari e gli avvenimenti si svolsero secondo i suoi programmi. 
Le difficoltà insorsero allorquando egli decise di parlare all’Assemblea. I suoi toni enfatici e declamatori avevano presa sulle menti semplici dei soldati, ma non su quelle esperte dei deputati.  Gli avvenimenti di quella giornata misero in risalto la personalità di Luciano, Senza il suo intervento forse il piano sarebbe fallito e la storia avrebbe tracciato un’altra strada

Come riconoscere l'impronta del genio in Napoleone  

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Napoleone era un genio già dall'infanzia o lo è diventato? 

 Enfant Prodige


Napoleone

Quando ci troviamo di fronte ai cosiddetti "enfant prodige", sappiamo tutto della loro infanzia, delle loro gesta compiute in giovane età, come nel caso di Mozart o di Schubert, perché i biografi sono attenti alle prodezze dei piccoli prodigi e ne riportano fedelmente le storie.

 In questi personaggi l'impronta del genio è palese fin dai primi anni di vita.
 La maggioranza degli enfant prodige fa parte della categoria degli artisti, molto spesso figli d'arte. Scrittori, musicisti, pittori e in epoca più recente attori di cinema o di teatro si tramandano le capacità, probabilmente scritte nel loro patrimonio genetico. Doti che appaiono chiare già dai primi anni di vita

La precoce genialità viene , quindi favorita oltre che dalle capacità e dal talento , da un contesto familiare favorevole.

napoleone


Il genio Napoleonico


Nel caso di un personaggio storico la cui affermazione è avvenuta più in là negli anni si cerca di effettuare il percorso inverso e ricavare notizie sulla sua infanzia. Difficile, andando a ritroso,  per gli storiografi trovare fonti attendibili. Alta la possibilità di storie inventate al solo scopo di compiacere il potente di turno. E' accaduto così anche per Napoleone, che ebbe un'infanzia del tutto ordinaria, pure se concentrata in un periodo storico di grandi stravolgimenti e non certo tranquilli; basti pensare che la madre, Letizia Ramolino era su un campo di battaglia quando portava nel grembo Napoleone.

Aneddoti  veri e falsi


bonaparte


Quando, però la sua parabola raggiunse il punto più alto, quando il giovane Corso divenne Imperatore dei Francesi, vennero fuori a iosa, aneddoti, racconti relativi alla sua infanzia, alcuni palesemente inventati. L'intenzione era quella di dimostrare la presenza del genio già nei suoi primi anni di vita. Accadeva lo stesso ai grandi eroi del passato come nel caso di Achille che si pensava fosse stato allevato e nutrito con il midollo di un leone.

 A Napoleone queste storie non facevano piacere, egli era pienamente un uomo dei suoi tempi, per lui il successo proveniva, del talento accoppiato al lavoro indefesso . Il merito era l'aspetto più importante e non i natali .Anche quando qualcuno voleva affibbiargli nobili origini lui si scherniva affermando si sentirsi il primo della sua dinastia.

 Tralasciando le iperboli e volendo restare agganciati solamente ai fatti comprovabili e conosciuti, andiamo a vedere quali erano i giudizi dei contemporanei sulle qualità di Napoleone quando era un ragazzino o un giovane uomo.

Un passo indietro


napoleone


Per fare questo excursus ritorniamo al 1779, Napoleone ha dieci anni e suo padre Carlo può fargli frequentare la scuola militare di Brienne. Un'occasione che deriva dall'amicizia col commissario francese Marboeuf (qualche malalingua afferma che l'amicizia era rivolta soprattutto a M.me Bonaparte) e che il padre di Napoleone coglie al volo anche per dimostrare e identificare la Corsica con la Francia.

 In seguito egli passa alla scuola militare di Parigi.

 Napoleone non è ben accetto a Brienne dai suoi compagni, anche perché viene fuori il suo carattere schivo e solitario, ma nello stesso tempo si intravedono le sue caratteristiche di leader.


Le testimonianze dei contemporanei


napoleone a cavallo


Da questo punto in poi mettiamo insieme le dichiarazioni delle persone che vennero in contatto col futuro Imperatore dei Francesi.

Cominciamo dal Vescovo che esitava a impartirgli la Cresima perché non trovava sul calendario San Napoleone:

  •  " Ci sono un gran numero di Santi" proruppe Napoleone "e il calendario ha solo 365 giorni". Il Vescovo colpito da tale sicurezza non esitò a somministrargli il Sacramento 

Il Professor Domairon di Brienne così lo definiva:

  • "Granito riscaldato nel vulcano" 
Passiamo all'eroe corso, Pasquale Paoli:

  • " O giovane tu sei fatto all'antica tu sei, degli nomini di Plutarco" 


Pichegru, il generale francese, coinvolto in un tentativo di golpe realista


  •  "Non perdete il vostro tempo, io l'ho conosciuto nella sua infanzia. Egli ha un carattere inflessibile, se ha preso un partito non lo cambierà" 
Il professor di storia

  •  Corso di Nazione' e di carattere, questo giovine opererà' grandi cose, purchè, le· circostanze siangli favorevoli 

Il Cavalier de Keralio, ispettore dell'esercito che lo propose alla scuola militare di Parigi, a chi sollevava delle perplessità così rispondeva

  •  "So,io quel che fo," rispose;" ravviso in lui una favilla che non si 'coltiverà mai abbastanza" 
Cosa possiamo dedurre da queste affermazioni? Non si può certamente desumere la futura carriera di Napoleone, ma alcuni tratti del suo carattere vengono fuori in maniera prepotente e molti di essi contribuiscono in modo decisivo al suo destino d' Imperatore e Generale.

I tratti di un genio


napoleone imperatore


 Cominciamo dalle parole di Louis Domairon, professore di belle lettere. Quel granito riscaldato nel vulcano tratteggia Napoleone come un uomo di grandi passioni, ma fermo e risoluto. Come non vedere in queste parole, l'amante passionale di Giuseppina che però per la ragion di Stato la ripudia pur di donare un erede alla sua dinastia?

 Le parole di Paoli? Quel giovane che è un "vecchio" nel modo di pensare, attratto dalle gesta degli eroi della Storia non raffigura il Napoleone patriarcale attaccato alla famiglia, quello che cerca di ripetere il percorso di Alessandro Magno, colui che sogna d'invadere le Indie? Il passato, la storia che ritorna nella sua vita con l'impero tanto simile a ciò che accadeva 2000 anni prima a Roma?

Pichegru fa riferimento, invece alla sua testardaggine, al suo voler ascoltare tutti, ma decidere da solo. Quante battaglie ha vinto Napoleone seguendo il suo istinto? Inflessibile nelle sue decisioni, Napoleone non tornava mai indietro come accadde nell'episodio della morte del Duca d'Enghien

 Il professor di storia, è consapevole che c'è del genio in Napoleone, ma sa che come spesso accade saranno le circostanze a decidere della sua sorte.La sorte fu spesso benevola con Napoleone a cominciare dal fatto che egli visse in un periodo di grande instabilità politica e sociale come quello successivo alla Rivoluzione Francese, per continuare con l'incontro con Giuseppina che gli spalancò le porte dei potenti di Francia, senza dimenticare il prode Muiron che gli salvò la vita ad Arcole. Di episodi come questi se ne potrebbero citare tantissimi come la traversata dall'Egitto in Francia senza incrociare le navi inglesi di Nelson. La stella di Napoleone fu sì fulgida anche in virtù di alcune circostanze favorevoli come aveva predetto il suo professore di storia.

 Infine il Cavalier di Keralio che lo propone per la scuola di Parigi, non tanto, o almeno non solo per i talenti scolastici di Napoleone, ma perché intravede quel fuoco, quella favilla come egli ben carpisce che non deve essere ostacolata, ma incoraggiata.

 Conclusioni


napoleone


 L'infanzia di Napoleone non contiene fatti eclatanti, Il giovane Bonaparte nella normalità dei suoi primi anni di vita ha mostrato, però alcune caratteristiche che ritroveremo ben presenti nel Napoleone maturo, nel generale vittorioso di mille battaglie o nell'uomo di Stato che si siede al fianco di Re, Principi e Zar guardandoli spesso dall'alto verso il basso. E' interessante, quindi dare uno sguardo serio, approfondito ai primi anni di vita di Napoleone alle sue frequentazioni delle scuole militari. E' importante conoscere come si sia formato il suo carattere, quali influenze abbiano avuto i contatti di quell'epoca.

Napoleone e il popolo  

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napoleone a cavallo


Napoleone e il popolo, un rapporto difficile.


Napoleone fu uomo del popolo, nel senso che divenne uno degli uomini più potenti che la Storia ricordi, provenendo da una famiglia che aveva sì qualche origine nobiliare, ma che in fondo si può definire popolare.

Napoleone fu uomo del popolo anche perché riuscì a farsi amare dalle fasce meno abbienti, da quelle socialmente più in basso.

Il popolo si riconosceva nel "Piccolo Caporale", ne ammirava il coraggio, ma soprattutto apprezzava il modo in cui era riuscito a conquistarsi il potere. In questo Napoleone rappresentava in tutto e per tutto un uomo della Rivoluzione. Il merito, l'abilità personale potevano consentire a tutti di elevarsi, non c'erano più le gabbie delle classi sociali a imprigionare i talenti. Per Bonaparte dei tre motti simboli della Rivoluzione: "Fraternité, Liberté, Egalité", teneva in considerazione principalmente quest'ultimo. Era l'eguaglianza il principio su cui si fondava il suo pensiero. Quella eguaglianza che poteva consentire a un soldato di diventare Maresciallo e a lui stesso di divenire Imperatore.

Napoleone era uomo del popolo, ma temeva gli eccessi delle masse.

imperatore napoleone


Ecco una testimonianza diretta.

Siamo al 20 giugno del 1791, Napoleone è spettatore dell'assalto alle Tuileries da parte dei Parigini.

Ecco il suo resoconto:

"Suvvia, come si è potuto permettere che entrasse questa canaglia? Bisognava accopparne quattro o cinquecento con il cannone e il resto sarebbe fuggito.
Sette, ottomila uomini armati di picche, di asce, di spade, di fucili, di spiedi e di bastoni si sono diretti verso l'Assemblea per portarvi una petizione.

Poi, invece si sono recati dal re (Luigi XVI).

I giardini delle Tuileries erano chiusi e protetti da 1500 guardie nazionali. I dimostranti hanno abbattuto le porte, sono entrati nel palazzo e hanno puntato i cannoni contro l'appartamento del Re.

Dopo avere abbattuto quattro porte hanno presentato al Re una bianca e l'altra col tricolore.

"Scegli dunque" gli hanno detto "se vuoi regnare qui o a Coblenza" Il Re si è mostrato conciliante e ha indossato il berretto rosso.

Quando mi hanno detto ciò ho capito che il regno di Luigi XVI era finito, perché non ci si risolleva dalle umiliazioni."

L'episodio, però che colpisce di più Napoleone è quello del 10 agosto 1792.

" Al suono delle campane a martello e alla notizia che si dava l'assalto alle Tuileries, corsi al Carrousel.
Prima di arrivare mi imbattei in un gruppo di uomini repellenti, che portavano una testa in cima a una picca.
Trovando che avevo l'aria di un Signore, pretesero che gridassi

 "Viva  la Nazione"

Cosa che feci senza nessuna fatica come ben si può immaginare,

Il Castello veniva attaccato dalla più bieca canaglia. Dopo che fu espugnato e il re portato all'interno dell'Assemblea, mi azzardai a penetrare nel giardino.

Dopo la vittoria dei Marsigliesi, ne vidi uno in procinto di uccidere una guardia del corpo.

Gli dissi:

  • " Uomo del Mezzogiorno risparmiamo questo poveretto?".
  • "Sei del Mezzogiorno?"
  • "Sì"
  • "Allora risparmiamolo"


Se Luigi XVI si fosse mostrato a cavallo, la vittoria sarebbe stata sua."

napoleone vecchio


Da queste due testimonianze ben si comprende l'atteggiamento di Napoleone nei confronti degli eccessi popolari.

Bonaparte è dalla parte dell'ordine costituito. Probabilmente in questo suo modo di pensare, grande importanza è da attribuire ala sua formazione di soldato. C'è, infatti da ricordare che egli fin dalla più tenera età fu educato seguendo la rigida disciplina militare,  Già all'età di 9 anni, egli entrò alla scuola militare di Brienne  e da quel momento fu un soldato nel corpo e nell'anima.


L'ordine sociale era per Napoleone, poi diretta conseguenza del suo ordine mentale. Bonaparte, infatti era un grande appassionato di matematica ( gli si attribuisce anche un teorema di geometria, quello che per l'appunto viene definito, il teorema di Napoleone).


teorema_napoleone


L'Imperatore era anche un bravo giocatore di scacchi, altro gioco in cui la logica e l'ordine la fanno da padrone.




Conclusioni


Napoleone uomo del popolo, eletto del popolo, amato dal popolo, non ricambiò mai completamente questo sentimento.

Egli non credeva nel governo dei molti,  pensava che le masse dovessero essere guidate dai migliori. Anche quando una rivolta popolare gli poteva salvare il trono, quando nel 1814 una sollevazione gli avrebbe consentito di rimanere a capo della nazione preferì l'abdicazione e poi l'esilio all'Elba.